Una sensazione di tranquillità austera avverti nelle stanze affrescate della Villa Costantini Brancadoro di San Benedetto del Tronto, decorata alla fine dell’800 dal pittore Adolfo De Carolis (1874-1928), artista poliedrico di respiro italiano (le sue opere si dividono tra Roma, Pisa, Arezzo, Bologna, Padova, Ascoli Piceno, Macerata, San Ginesio) che realizzò proprio a San Benedetto del Tronto tra il 1897 e il 1900, e poi in un secondo momento nel 1904, il suo primo capolavoro pittorico: ogni stanza della villa venne dipinta con un ciclo decorativo adatto alla funzione dell’ambiente (salone,camera da pranzo, atrio, camere da letto) curando anche l’arredamento.
La parte più affascinante è il soffitto dell’atrio che vuole dare l’idea di uno spazio aperto sopra a questo giardino ideale. Sul fondo blu di un cielo stellato aleggiano, come se stessero danzando, quattro figure di donne Angelo con i biondi capelli lasciati sciolti e dai corpi seminudi. Stanno ad indicare il volgere ciclico del tempo e il suo ritmo eterno, molto simili, a due statue di Michelangelo.
La città di San Benedetto, dove De Carolis soggiornò per portare a termine le pitture della Villa Brancadoro, fu anche luogo di ispirazione per disegni e fotografie, quadri e per le famose xilografie con scene della vita dei marinai del luogo, da lui paragonati ai mitici marinai greci.
In questo posto incantato trovo sempre profonde ispirazioni per le mie immagini: ogni angolo è un quadro da fotografare,ogni spiraglio di luce ravviva gli affreschi segnati dal tempo, ogni decoro ti proietta nel passato e a coloro che, prima di me, hanno visto questa bellezza d’arte italiana